Thursday, September 29, 2016

Un conto di spine



neppure tremo
quando la pelle viene via
così lontano da ogni dove
dissi il mio nome

è un conto di spine
questo morbo notturno
che abita le vene


senza più gigli di mare
intorno al collo
un fiotto di salmastro
tra le dita



(da dipingermi la schiena di una ferita lunga
e dimenticare per sempre il dolore della luce)



Stefania Stravato © Tutti i diritti riservati 2016











Thursday, September 22, 2016

Lingua di sabbia

per caso
una sorta di misericordia
la luce che si sposta
da una notte all'altra

e mi trova
non più accesa di viola
a specchiarmi nei muri

per caso
dunque sono qui
a tacermi adesso il nome dei giorni
che sono stata in guerra

lingua di sabbia
morsa a sangue.



Stefania Stravato © Tutti i diritti riservati 2016

Thursday, July 7, 2016

Contro il sangue di ferite straniere

è luogo di lunghe strade
questo

e tuoni

da nasconderci dentro 
il rumore di troppe ossa

di ferro divelto

quando insorge
il male ovvio della strada

contro il sangue di ferite straniere

bastasse il dolore dei deserti
quello di un mare infinito - di un infinito pianto
 

bastasse a redimerci dall'alleanza di colpe e silenzi
bastasse a farci di cuori simili e giusti

a svegliarci
da questa notte d'abisso
che ci accomuna nell'identica miseria 
dell'odio.



Stefania Stravato © Tutti i diritti riservati 2016


Saturday, July 2, 2016

Il luogo perfetto

Potessi diventare l'estranea
sconosciuta
senza nome

e all'improvviso
scomparisse la mia storia 
sotto un'onda

intatta di ferite e paesaggi

abitare il mio sangue
il luogo perfetto di un'eco

così distante
dalla dura materia dei cuori
e delle mani

dalla minima unità della parola

agitando acqua di un'invisibile corrente
e un'altra luce
un altro rosso
cupo e scarlatto
che mi cancelli la colpa del respiro.

Stefania Stravato  © Tutti i diritti riservati 2016

Thursday, June 2, 2016

I giardini ribelli

come la luce di certe sere
quando
si ricorda che l'inverno è finito
e tornerà

né ruga
né vera ferita

vicino alla bocca, la piega

quasi un morso
un vago accenno
di bacio

e l'ardire di questo tempo mio
è un tuono perfetto che nasce lontano

cadendo nel punto esatto
dove smetto
di forzare

inaccessibili oscurità

e gira a testa in giù
lune invincibili
nel cavo violaceo di uno sterno

risuonando a vuoto
la somma di ossa
che furono giardini ribelli 

(si vive solo di sangue e si muore nel bianco di neve)


Stefania Stravato © Tutti i diritti riservati 2016

Tuesday, May 31, 2016

Il lampo estremo

Qualche attimo inestinguibile
nella zona d'ombra
è uno sparo alla nuca

capita di uccidersi 
nella pietà di quella luce

e morire sotto tortura
tacendo ogni rancore delle braccia

di averne certezza e paura
lo sapremo
in un lampo estremo

quando di guerra
la geografia sotterranea del petto
sarà esplosa

altro non è
questa ininterrotta alleanza
(complice la vita)
tra me
e il nome nuovo
che avrà il dolore.



Stefania Stravato © Tutti i diritti riservati 2016




Sunday, May 29, 2016

Di ogni cosa

I

Trova il suo verso
il sangue del cuorevivo
e senza avarizia
si pronuncia
la vocale aperta
dell'impronunciabile dolore

II

Il paradigma di chi ero
si rovescia adesso nell'interezza della memoria
uguale e all'inverso
quando 
giravo le spalle ai binari in fuga
(era il tempo di contare)

III

sotto la pelle della gola 
l'istante di gloria e disperazione
(sì)

IV

dicevamo di ferite
e poesie
solo ieri 
già eravamo
il nulla che saremo
la verità che siamo stati
(io ho volato nei cieli di millenni)

V

perché proprio qui e ora
mi sottraggo 
fino all'essenziale
inseguita da mattini inesplosi

e sotto gli occhi 
(tutt'intorno al cuorevivo)
incomprensibile
il clamore delle rose

(di ogni cosa)




Stefania Stravato  © Tutti i diritti riservati 2016